Il Regime Sionista e il Sangue Palestinese

18/02/2020 admin 4 min read
palestina

Il Regime Sionista e il Sangue Palestinese

18/02/2020 Mauro Abiti 4 min read

Varcate le gabbie di Qalandya ci troviamo nella Palestina occupata militarmente, ci dirigiamo verso la città di Ramallah nell’ostello area D, il quale sarà la nostra base d’appoggio.

Cari amici, questa è la seconda parte del viaggio.

In questi dieci giorni andremo a conoscere, capire e confrontarci con i cittadini palestinesi; che vivono sotto assedio militare nelle violenze più atroci commesse dall’esercito israeliano.

La prima città che andiamo a visitare è Jenin, qui vive Alaa giovane palestinese che attraverso il teatro cerca di portare a conoscenza di tutti la Segregazione palestinese, lo incontriamo al Freedom theatre of Jenin, questa compagnia esibisce i propri spettacoli in tutta Europa, raccontando le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere. Alaa è giovane ed ha voglia di contribuire alla liberazione della sua terra, 2 anni dopo questo incontro lo invitai a parlare della causa palestinese al meet-up del Movimento 5 stelle di Treviso e fu mio ospite insieme ad altri due attori palestinesi a casa mia.

Il terzo giorno ritorniamo a Ramallah e in ostello incontriamo la giornalista freelance Francesca Borri che collabora con l’Internazionale, Repubblica e il Fatto, anche lei da anni assiste alle barbarie che la popolazione autoctona subisce.

Con Antonio la informiamo che il giorno dopo ci sarà una demonstration a Bil’in contro la costruzione del muro dell’apartheid e noi andremo lì uniti al loro fianco.

Il mattina seguente ci presentiamo appena dopo mezzogiorno a casa di un reporter palestinese che con la sua macchina fotografica cerca di documentare ogni tipo di violenza che ogni persona della Cis Giordania subisce da sempre. E’ una manifestazione pacifica che si svolge su queste terre aride, dove si possono ammirare gli ulivi cresciuti prima di Gesù, alcuni hanno 3000 anni!

Siamo una cinquantina forse sessanta, di cui una decina di internazionali collegati a movimenti solidali per i diritti umani, decidiamo di unirci a questa marcia a 1 km dal muro della vergogna esibiamo qualche manifesto che ricordano i tre bambini bruciati vivi da un israeliano ebreo a Jerusalem.

Dopo qualche decina di metri arriva una pioggia di tears gas sulle nostre teste sparati dagli aguzzini dell’IDF (israel defence force) il dolore agli occhi è forte e il respiro diventa impossibile tanto che devo accasciarmi al suolo, come non bastasse ci aggrediscono anche con proiettili di gomma e con granate assordanti, il terreno intorno a me comincia a prendere fuoco.

I tanks israeliani si avvicinano minacciosi e ci sono decine di soldati armati di AK-47 contro dei manifestanti inermi. E’ stata un’esperienza devastante, la ferocia di questi criminali in assetto di guerra contro dei civili che come unica arma avevano dei cartelli di protesta.

Dopo un paio di giorni passati a Ramallah per smaltire i dolori post aggressione, ci dirigiamo a Jeriko e mar Morto in ogni strada c’è la presenza dell’occupazione israeliana con soldati, posti di blocco e carri armati. All’ingresso di ogni città palestinese è eretta una grande chiave, in cui è ben visibile la scritta ‘we will return’ a significare la speranza che un giorno i milioni di profughi della Nakba ritorneranno nelle loro case in Palestina.

Il terz’ultimo giorno sempre viaggiando con umili pulmini, che usualmente i palestinesi adoperano e che costano pochi shekel, ci dirigiamo ad Al-Kalil, Hebron, dove i coloni ebrei hanno reso questa città un’infamia totale, uno scempio alla civiltà dei diritti. E’ quasi surreale descrivere ciò a cui ho assistito, i coloni ebrei hanno illegalmente occupato alcuni edifici nella città vecchia così l’IDF per difendere gli abusivi ed i loro interessi ha fatto chiudere tutti i negozi palestinesi nel circondario per dare tranquillità a questi illegali. Ha espropriato con la violenza case, abitazioni e locali arabi, ovviamente senza ripagare nulla chi ha subito un torto apocalittico, l’emblema è Shuhada street.

In un’altra parte della città la cosa sconvolgente che ho potuto vedere è che i palestinesi in alcune vie della città non possono camminare dove camminano i coloni ebrei, come dire vietato ai cani e alle persone arabe.

L’ IDF a Hebron spara in testa agli uomini palestinesi, disarmati a terra, uccidono perchè delle persone si ribellano alle torture e contro l’occupazione, entrano nelle case dei palestinesi in sette otto soldati e fanno perquisizioni in cui umiliano e sfregiano con violenza i residenti, hanno instaurato un regime costante di terrore.

L’ IDF a Hebron, cattura e rapisce bambini di 8/10 anni a volte non tornano più a casa dai loro genitori.

Pensavo che gli orrori del nazismo erano solo scritti nei libri, non avrei mai pensato di vivere un’esperienza così atroce. E quello che ho potuto vedere è solo una piccolissima parte di ciò che questi criminali con la stella di David fanno ai palestinesi nell’ omertà dell’Europa e dell’Italia.

Il Guerriero Vittorio Arrigoni, ha eroicamente documentato da Gaza, l’eccidio palestinese.

Che الله ti porti in gloria.

Ma come possiamo permettere alle nostre coscienze tutto questo?

I nostri politici, giornalisti e rappresentanti istituzionali si indignano e si fanno paladini dei morti ebrei di 75 anni fa, che certamente meritano rispetto, ma come si fa a non denunciare questo genocidio perpetrato ora, adesso, davanti ai nostri occhi!

Certo i palestinesi non sono proprietari della F.E.D. non stampano i dollari sionisti che hanno avvelenato l’occidente, ma la vita umana è al primo posto e non è barattabile.

CRIMINI DI GUERRA

L’ottima notizia arriva il 19 dicembre 2019 direttamente dall’ ICC; International Criminal Court, è stato aperto il procedimento penale contro Israele per crimini di guerra.

Io sarò a testimoniare.

Restiamo Umani

Mauro Abiti

All posts

No Comments

Leave a Reply

×

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi